Visualizzazione post con etichetta Eligio Magri. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Eligio Magri. Mostra tutti i post

domenica 9 dicembre 2018

La Taverna di Arlecchino: il territorio, secondo Franco Moretti


Arrivare a Oneta in una sera alle porte dell'inverno, col freddo che attanaglia, per andare a rifugiarsi in una taverna calda - non solo metaforicamente - sui cui tavoli arriveranno piatti corroboranti che sono perfetta espressione del territorio è qualcosa che va ben oltre il semplice "andare a cena fuori".

La Taverna di Arlecchino di Franco Moretti, infatti, è come un nodo che stringe attorno a sé i fili di percorsi storici che dalla gastronomia slittano nella vera e propria storia sociale nonché in quella dell'arte figurativa e performativa.

Nel piccolo borgo di Oneta, frazione di San Giovanni Bianco, si celano le tracce di una vicenda rivelatasi poi determinante per lo sviluppo della Commedia dell'Arte e del teatro europeo.

mercoledì 24 febbraio 2016

Un Angelo in trattoria, a Torre Pallavicina


Sulla riva destra dell'Oglio, là dove si incuneano terra bresciana, bergamasca e cremonese, Torre Pallavicina conserva la sua bellezza tra le doti naturali di una campagna arricchita da un corso d'acqua importante e una capacità di dialogare con il moderno e di fare proposte culturali.

Il parco dell'Oglio dà il suo contributo a sviluppare un'oasi ambientale preziosa, e un'oculata amministrazione locale sfrutta le risorse locali e lo splendido palazzo Barbò per esposizioni ed eventi di spessore.

E in un luogo che ha quindi il classico piede nella terra e il dito puntato al cielo, anche l'enogastronomia ha qualcosa da dire.

Anzi, Torre Pallavicina per quanto piccola sia offre in realtà ristorazione di ogni ordine e grado, proprio per questa sua multipla vocazione.

Ovviamente la matrice di base, quella più naturale, storica, originaria, si basa sulla campagna, sul territorio e su ciò che il fiume può offrire.

Dai salumi della bassa padana - affatto diversi da tutti gli altri - alle paste ripiene diffuse a macchia nelle province lombarde, dai piatti di carne a lunga cottura ai pesci d'acqua dolce, le opzioni raccontano il legame con il territorio e una dimensione di vita ancora strettamente commisurata ai cicli naturali e alle circostanze ambientali.

L'espressione forse più tipica di questa cucina e di questo rapporto con il cibo a Torre Pallavicina è la Trattoria dell'Angelo, significativamente piazzata lungo il naviglio, dove la via che lo sormonta e il portico che vi accoglie - e che finché il sole è tiepido vi può regalare ore liete - diventano tutt'uno.