mercoledì 12 ottobre 2016

Al Carroponte, l'accoglienza è da Oscar


Ha da poco festeggiato i due anni di attività, con il successo che merita chi lavora con competenza.

Oscar Mazzoleni, anche nell’orario più spento come le tre del pomeriggio, è impeccabile nell’aspetto e ancor di più nella determinazione, e mi accoglie per una piacevole chiacchierata – e un fantastico Krug GrandCuvée – mettendosi a mia completa disposizione, mentre gli chiedo di raccontarmi che cosa è successo in questi ventiquattro mesi di Carroponte, lo splendido progetto di enobistrò che ha preso vita a Bergamo, negli spazi della vecchia Ciceri, grazie al coraggio e all’entusiasmo del giovane sommelier, e del fondamentale supporto di Silvia Mazzoni sempre al suo fianco.

Idea ambiziosa, quella di Oscar, nel rendere al massimo grado accessibile l’eleganza enogastronomica, un apparente ossimoro che in realtà si realizza dando la priorità all’accoglienza e alla cordialità, considerando prioritario il benessere di chi varca la soglia del Carroponte.

mercoledì 24 agosto 2016

Peccati carnali: le quattro dita di Marco Falconi


Scherza e si compiace con ragione, Marco Falconi, quando dice che per fare bene il selfie della costata c'è bisogno che io inquadri il lato dal quale ha appoggiato le sue quattro dita, a mo' di unità di misura per la vertiginosa altezza del pezzo di carne pronto per il camino.

Prima di portarlo via, conclude il racconto della procedura di cottura spiegando l'importanza dei minuti in verticale, appoggiando la costata in piedi sul tagliere, dopodiché questa meraviglia di carne sarà pulita e tagliata direttamente al tavolo, con l'aggiunta di una piastra affinché ogni commensale completi la cottura a piacere.

Dal 1963 qui a Ponteranica si celebra il matrimonio tra la tradizione gastronomica toscana e quella bergamasca, in una trattoria che ha il suo massimo pregio nell'aver preservato lo spirito da trattoria con il valore aggiunto dell'assoluta eccellenza delle materie prime.

Alla Trattoria Falconi quindi si mangia ancora e con gran piacere sulle tovaglie a quadri, ma soprattutto si gode di salumi, formaggi, vini, ricette e in particolare carni di limpida qualità.

domenica 31 luglio 2016

Pizzeria Sant'Orsola: Marco Moccia sbanca Bergamo


Neanche trent'anni sulle spalle, un viso fresco e volitivo e l'energia giusta per un progetto che è già piena realtà: far conoscere e apprezzare in maniera definitiva la vera pizza napoletana a Bergamo.

Questo, e tanto altro, è Marco Moccia che ogni giorno, senza interruzioni, è al banco della pizzeria Sant'Orsola in pieno centro a Bergamo, e la sua presenza si fa sentire, con il locale che straborda di gente e un successo tra social e rete, interamente basato sul passaparola, che - come afferma lui stesso, così giovane ma anche così forte in esperienza e convinzione - resta sempre il miglior sistema di marketing.

Non è nuovo di queste parti, Marco, anche se lui rappresenta la terza generazione di una famiglia che ha visto il suo esordio nella ristorazione e nel mondo della pizza a Napoli, per poi intraprendere cammini anche lunghi e tortuosi.

Ma qui nel profondo nord e nella città orobica Marco si era già fatto conoscere come pizzaiolo di richiamo lavorando presso alcune pizzerie gettonate che in alcuni casi hanno anche accusato il colpo della sua assenza, quando da semplice pizzaiolo Marco ha fatto il salto verso l'imprenditoria in prima persona.

Oggi la pizzeria Sant'Orsola di Bergamo è indiscutibilmente riconosciuta come l'unica vera pizzeria in grado di fare due cose importantissime: innanzitutto realizzare una pizza che si può finalmente definire napoletana senza se e senza ma, anche se a ottocento chilometri dal Vesuvio, e soprattutto far sentire veramente a casa un napoletano come me o come i tanti che vivono nella provincia lombarda.

Se poi consideriamo che suo fratello è al timone della pizzeria gemella di Ciserano, e che la bravura e la sapienza artigianale di Marco non solo gli fanno guadagnare apprezzamenti ma anche molte proposte di nuove aperture, possiamo comprendere come questo ragazzo - che sta letteralmente sbancando Bergamo - il suo successo se lo meriti tutto, e chiunque vada oltre il semplice assaggiare la pizza e si fermi a farci quattro chiacchiere potrà capire perché.

Il segreto di Marco è un po' un segreto di Pulcinella, giusto per restare in tema, un evergreen del riuscire nella vita, e si chiama umiltà, senso del lavoro e del sacrificio, consapevolezza nel dare priorità a ciò che veramente conta, ovvero il cliente, e lasciare invidia e montature di testa agli altri.

martedì 5 luglio 2016

Al Monte Cura con Andi Fausto, il signore del tempo


È piuttosto strano per un produttore di vino cominciare a presentare i suoi vini parlandone male.

Andi Fausto sceglie di cominciare il racconto della sua esperienza di vignaiolo da questa considerazione che, proprio per il suo carattere insolito e disorientante, sintetizza in realtà lo spessore della persona, l’atteggiamento del professionista, la visione esistenziale dell’uomo Andi Fausto.

Per chi ha potuto, il 29 giugno scorso, udire le sue parole all’Agriturismo Monte Cura di Cristiano Cumini, l’esordio del suo discorso dev’essere stato spiazzante quanto salutare, di quelli che radono al suolo i preconcetti con i quali spesso inquiniamo l’ascolto degli altri, per lasciare un campo libero nel quale le parole di Fausto – portato lì ad Albino da Alfredo Leoni della Top-Wine – hanno potuto radicarsi e sviluppare con la giusta armonia.

domenica 3 luglio 2016

Peccati carnali: ai Tre Noci, da Camillo


Tra un paio d’anni, a Spirano si festeggerà un anniversario importante: mezzo secolo di carne al fuoco e ristorazione tradizionale bergamasca per il ristorante Tre Noci, fondato da Camillo Cristini nel 1968.

E in un’epoca di grandi cambiamenti che spesso comportano la scomparsa di usi, tradizioni, gusti, per far posto alla caccia alla tendenza, al buon mercato un po’ troppo buono per essere di qualità, o per converso allo scimmiottare l’alta ristorazione ricorrendo solo all’estetica dell’impiattamento, il Tre Noci di Spirano, le figlie di Camillo, e il nipote che si propone come traghettatore verso il futuro, rappresentano al meglio un modo di fare ristorazione saldamente radicato nel territorio e vocato del tutto alla qualità e alla tipicità.

Dalla giardiniera e i caprini, alle paste ripiene tradizionali, fino alla carne alla brace di cui il Tre Noci è considerato un vero e proprio tempio, il tutto proposto ed eseguito a partire da materie prime egregie approntate con garbo, pulizia e padronanza, la capacità di questa famiglia di ristoratori nel tenere fede alla propria attitudine territoriale, senza tentare inutili stravolgimenti per inseguire chissà quale pubblico, oggi li ripaga facendoli riconoscere non solo come ristorante rappresentativo di una cultura, ma persino come modello imprenditoriale capace di creare un rapporto di fiducia e continuità con la clientela.

lunedì 13 giugno 2016

Al Monte Cura arriva Andi Fausto


Se non sei solo un gourmand a caccia di abbuffate, se non sei solo un bevitore della domenica che si atteggia a improvvisato degustatore, se il tuo interesse per il cibo e il vino non è solo bisogno di apparire e dire io c’ero, se credi che stare attenti a ciò che mandiamo nello stomaco sia prima di tutto un atto di responsabilità verso noi stessi, verso gli altri e verso la Terra che abitiamo, tieni libera la data del 29 giugno nella tua fittissima agenda.

All’agriturismo Monte Cura di Albino, quella sera, arriveranno i vini di Andi Fausto accompagnati di persona dal loro geniale creatore.

E come faccio io adesso a dirti in poche righe chi è Andi Fausto?

Non basta rinchiuderlo nel novero del biodinamico, poiché persino davanti ai rigidi procedimenti steineriani Fausto non si ferma, se crede che la sua idea possa portare un miglioramento verso quei concetti di equilibrio e di impatto zero che lo animano da sempre.

Non basta raccontare come da serio studioso abbia ricostruito un metodo di spumantizzazione risalente al XIII secolo ricavando uno stupefacente Pinot rosée che fa mangiare polvere a tante etichette blasonate.

Non basta riportare la sua intenzione di estirpare tutto il pinot dal suo pezzetto a Montù Beccaria in quanto vitigno non autoctono e quindi non in armonia con l’andamento naturale.

Non basta elencare le sue collaborazioni con gli accademici, non ultima il recupero di uno dei più antichi vitigni a bacca bianca del vecchio continente, a lui affidato per riprendere vita e diffusione.

Non basta nemmeno sottolineare il suo impegno quotidiano con i ragazzi svantaggiati ai quali affida la decorazione a mano delle bottiglie, una a una, per non parlare del laboratorio permanente Fuori dalla Mischia, gestito da sua moglie, un modo diverso di fare buone pratiche di comunità sociale, nella convinzione che il rapporto tra l’uomo e i prodotti della terra si basa sulla cura e non sul profitto, perché il vero scopo non è arricchirsi con la terra ma arricchirla.

Da questo sincero interesse per chi come Fausto fa sul serio e non cerca solo effimeri riflettori, l’idea ha visto la luce grazie alla Top-Wine di Alfredo Leoni e all’agriturismo Monte Cura di Cristiano Cumini, per diventare uno di quegli eventi che cambiano chi vi prende parte.

mercoledì 20 aprile 2016

Osteria Villa Anna: benvenuti nel sogno


Là dove la Valcalepio comincia a scivolare nel lago d’Iseo, in questo inizio di 2016 sta prendendo forma il sogno di una donna e della sua famiglia, fatto di accoglienza e gusto, di familiarità ed eleganza, di cibo vero e ospitalità calorosa.

Un sogno chiamato Osteria Villa Anna, a Gandosso, e che pare seriamente intenzionato ad allietare non solo chi questo sogno lo ha realizzato, ovvero Anna Fortini e suo marito Umberto Bortolotti, ma anche coloro che vorranno venire a condividerlo e viverlo.