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lunedì 1 giugno 2015
Gourmet in trasferta: ho parlato a una capra
Non manca molto, poco più di tre mesi, prima che questo splendido becco entri in stalla ad accendere il calore tra le sessanta capre che Maria Chiara Onida cura giorno per giorno da quasi trent'anni, sulle prime alture di Ruino, nell'Oltrepò Pavese.
Località e azienda agricola condividono lo stesso nome, il Boscasso, che dal 1988 è passato dall'essere toponimo a sinonimo di eccellenza nella produzione casearia caprina.
Di becchi in realtà ce ne sono sempre tre, e tra le capre ce ne sono sedici primipare, in base a precisi parametri attraverso i quali Maria Chiara mantiene costante la qualità della vita, e quindi del latte, delle sue splendide capre.
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martedì 26 maggio 2015
Gourmet in trasferta: Luca Bonizzoni salvi la regina
Fa la preziosa, la regina dell'alveare.
Anche se a chiedere udienza c'è nientemeno che Luca Bonizzoni, la
personificazione dell'apicoltura.
giovedì 20 novembre 2014
Gourmet in trasferta: alla Cascina Chiericoni il vero agriturismo
Ritorno felice in Oltrepò - dopo la bella avventura di quasi un mese fa - nella certezza di fare altre scoperte liete.
In una terra votata quasi interamente a vigneti e frutteti, di certo non mancano gli agriturismi, ma quelli veri, con i padroni che davvero coltivano e portano in tavola i prodotti della loro terra, come l'agriturismo Chiericoni, dell'azienda agricola biologica Lucotti di Rivanazzano (PV).
L'agriturismo in Italia dovrebbe essere la normalità, la versione base sia della vendita di prodotti che della loro somministrazione, un posto dove affidarsi a qualcuno che ha fatto di un mestiere la propria identità.
Chissà perché quando scegliamo il meccanico o l'idraulico ci preoccupiamo che sappia veramente fare il suo mestiere - cioè riparare le nostre cose - e invece, quando si tratta di scegliere un agriturismo in cui mangiare o acquistare prodotti, pochi sono così scrupolosi da accertarsi della sincerità di chi lo gestisce e di ciò che offre, e si bada quasi per intero ai soli zeri della cifra da spendere.
La Cascina Chiericoni non è solo il ristorante dove mangiare dal venerdì alla domenica l'essenziale cucina - stagionale e rispettosa dei cicli naturali e della territorialità - o bere vino genuino, ma è anche la vera e propria casa nella quale vive chi questa cascina con agriturismo la anima, la ravviva, e ne prosegue il destino.
Già dal 2001 - ma le origini dell'azienda sono plurisecolari - gli interi 20 ettari sono lavorati secondo i dettami del biologico, per una produzione di albicocche, prugne, ciliegie e ovviamente pesche eccellenti, e uve che si trasformano in quei vini beverini che ti aspetti in questa cornice, dalla croatina alla barbera fino alla bonarda, senza solfiti.
Emblema di sincerità totale, l'azienda è riconosciuta come la punta di diamante di questo angolo d'Oltrepò al confine con la provincia di Alessandria, tanto che il titolare Alberto Lucotti riveste anche il ruolo di presidente di Terranostra, senza ringalluzzirsi, ma continuando a spaccarsi le mani e la schiena e a servire ai tavoli nel fine settimana, accanto agli altri familiari, come lo scoppiettante papà, che non può fare a meno di trattarti come un amico di vecchia data, passando molto tempo al tavolo per raccontarti storie, eventi, notizie e curiosità, dalle quali emerge la qualità necessaria per essere dove sono: la conoscenza del territorio e del proprio mestiere.
sabato 1 novembre 2014
Gourmet in trasferta: mirabilie dell'Oltrepò Pavese
Doveva essere una semplice gita fuori porta per visitare un territorio, e invece si è trasformata in un incredibile viaggio alla scoperta di una terra feconda di idee, abitata da uomini generosamente impegnati e felicemente coraggiosi.
Poteva essere una banale capatina a mordere e fuggire qualche specialità tipica - qualsiasi cosa voglia dire - e invece, grazie alla guida sicura di Alfredo Leoni di Top-Wine - col quale ormai stringerò una joint venture! - , è diventata una strabiliante festa di ingredienti e prodotti, generati dal più felice dei matrimoni, quello tra la ricchezza della terra e la sapienza di chi sa ascoltarla e assecondarla.
Potrebbe restare una cartolina, solo da incorniciare ormai, seppur meravigliosa, e invece il piccolo ma profondissimo viaggio nell'Oltrepò Pavese merita un seguito, anzi, lo richiede come un obbligo morale, per chiunque voglia poter affermare di conoscere qual è la vera natura di un territorio, di una regione, addirittura di un intero paese.
Perché quello che contadini, allevatori, artigiani e geniali produttori di bontà riescono a fare in quel cuneo tra le province di Pavia, Alessandria e Piacenza, e quindi tra Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna, è una lezione viva all'intera Italia di ciò che tutti i contadini, gli allevatori, gli artigiani e i produttori dovrebbero fare del nostro paese, dando un calcio definitivo ad altri destini industriali.
Tra frutta e ortaggi, api e armenti, latte e vigne, ce n'è ben più che abbastanza per creare un campionario inimitabile che il resto del mondo al massimo potrà assaggiare e acquistare, ma mai eguagliare.
Poteva essere una banale capatina a mordere e fuggire qualche specialità tipica - qualsiasi cosa voglia dire - e invece, grazie alla guida sicura di Alfredo Leoni di Top-Wine - col quale ormai stringerò una joint venture! - , è diventata una strabiliante festa di ingredienti e prodotti, generati dal più felice dei matrimoni, quello tra la ricchezza della terra e la sapienza di chi sa ascoltarla e assecondarla.
Potrebbe restare una cartolina, solo da incorniciare ormai, seppur meravigliosa, e invece il piccolo ma profondissimo viaggio nell'Oltrepò Pavese merita un seguito, anzi, lo richiede come un obbligo morale, per chiunque voglia poter affermare di conoscere qual è la vera natura di un territorio, di una regione, addirittura di un intero paese.
Perché quello che contadini, allevatori, artigiani e geniali produttori di bontà riescono a fare in quel cuneo tra le province di Pavia, Alessandria e Piacenza, e quindi tra Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna, è una lezione viva all'intera Italia di ciò che tutti i contadini, gli allevatori, gli artigiani e i produttori dovrebbero fare del nostro paese, dando un calcio definitivo ad altri destini industriali.
Tra frutta e ortaggi, api e armenti, latte e vigne, ce n'è ben più che abbastanza per creare un campionario inimitabile che il resto del mondo al massimo potrà assaggiare e acquistare, ma mai eguagliare.
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domenica 6 maggio 2012
La cena schietta alla Trattoria Cooperativa
Parte da un Marubbio del 2009 - Bonarda dell'Oltrepò Pavese della Tenuta Scarpa Colombi - la cena schietta alla trattoria Cooperativa, subito sul versante del sapore pieno.
Siamo in località Melotta, appena fuori Soncino, in un piccolo bar-osteria che la gente del posto indica come il luogo di merende estemporanee a base di vino, pane, salame e - quando ci sono - rane e pesciolini fritti.
In questa stagione, la porta settentrionale della provincia di Cremona è in pieno rigoglio e la campagna circostante rende piacevole anche il tragitto per arrivarci.
Siamo in località Melotta, appena fuori Soncino, in un piccolo bar-osteria che la gente del posto indica come il luogo di merende estemporanee a base di vino, pane, salame e - quando ci sono - rane e pesciolini fritti.
In questa stagione, la porta settentrionale della provincia di Cremona è in pieno rigoglio e la campagna circostante rende piacevole anche il tragitto per arrivarci.
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