Metti insieme una serie di champagne dalla concezione
rivoluzionaria, un ristorante che conserva da tempo con merito il suo posto nel
firmamento dell’alta cucina bergamasca e un esperto conoscitore del mondo del
vino a tirare le fila e a tessere il dialogo tra i bicchieri e i piatti.
È quello che è accaduto ad Ambivere giovedì 10 marzo, in
occasione di Nel più totale degli Extra Brut, la serata dedicata da Alfredo
Leoni della Top-Wine alla serie di champagne dei Lieux-Dits di Selosse,
nell’elegante cornice dell’Antica Osteria dei Camelì, saldamente tenuta da
Camillo Rota.
Champagne monoparcellari prodotti in quantità così esigue da
far sentire chiunque li assaggi una persona molto fortunata e realizzati con
uno scrupolosissimo studio del dosaggio, un processo nel quale Selosse ha le
idee ben più che chiare.
Se il vino deve avere un sapore, allora lo zucchero deve
fare da esaltatore e non andare a coprire e soffocare i gusti riconoscibili al
palato.
Con questa posizione ferma, le pochissime bottiglie dei sei
tipi di champagne – si va da circa 600 a un massimo di 2600 a seconda della
tipologia – hanno un dosaggio che va da 0 a poco più di 2g/l, e così il vero
extra brut è servito.
