Lo so, l'associazione Brusaporto-gastronomia non può non far pensare al tristellato Da Vittorio, però sono giorni che quando parcheggio per bere il caffè, a mo' di sirena davanti ai miei occhi campeggia l'incisione osteria nel muro di fronte.
Naturalmente, dalla lavagnetta appoggiata all'ingresso, con la fatidica scritta pranzi di lavoro capisco che non sto entrando in un tempio dell'arte culinaria, però la curiosità è inarrestabile, così oggi l'ho soddisfatta.
Il Fiore dell'Oste, sottotitolato Osteria del Buonsapore, è in quel fazzoletto di due ettari del comune di Brusaporto in cui sono concentrati i bar, le banche, la posta, il comune, la scuola, la chiesa e quindi anche l'osteria, solo che la concezione urbanistica è antica mentre le costruzioni sono tutte nuove.
Tutto questo ha la sua comodità, per esempio puoi passare a piedi tra un pagamento alla posta e un caffè, una puntata al lavoro e un piatto veloce per pranzo.
La metafora del fiore mi piace, in genere questi bellissimi e profumati vegetali preludono a frutti gustosi e succulenti, per questo spero che il Fiore dell'Oste non sia da meno.
