Arrivare a Oneta in una sera alle porte dell'inverno, col freddo che attanaglia, per andare a rifugiarsi in una taverna calda - non solo metaforicamente - sui cui tavoli arriveranno piatti corroboranti che sono perfetta espressione del territorio è qualcosa che va ben oltre il semplice "andare a cena fuori".
La Taverna di Arlecchino di Franco Moretti, infatti, è come un nodo che stringe attorno a sé i fili di percorsi storici che dalla gastronomia slittano nella vera e propria storia sociale nonché in quella dell'arte figurativa e performativa.
